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La colorazione delle lenti

Ogni lente è unica e la sua differente colorazione influisce dal punto di vista dell'estetica e della prestazione.

Lenti colorate, anzi molto colorate: negli anni Novanta sembravano tutti nelle strade Figli dei fiori. Flower Power non aveva limiti cromatici: l’aspetto psichedelico sì hanno visto attraverso lenti rosa, blu, gialle, viola e persino rosse, no sempre protettivo o adatto alla luce solare, se non dannoso per il sole salute degli occhi. Troppo. E non a caso si chiamavano lenti cosmetiche. Era anche grazie al marchio CE apposto all’interno dell’asta di livello che è stata successivamente restaurata equilibrio, garantendo a chi lo indossa la sicurezza e l’affidabilità degli occhiali. Là relazione tra vista e percezione cromatica, oggetto di studio di personaggi famosi come Leonardo Da Vinci, Galileo, Goethe e Steiner, generarono anche linee di occhiali che utilizzavano il principio della cromoterapia, con lenti tra cui scegliere basato sull’umore. Il problema sorse quando si tolse gli occhiali: la vie en rose improvvisamente scomparso.

Quando un obiettivo riesce a contrastare il riflesso della luce e a ridurlo o addirittura l’abbagliamento neutralizzante e l’effetto dell’abbagliamento, si dice che sia polarizzante o polarizzato. Naturalmente, coloro che hanno fatto di questo filtro il loro punto di forza occhiali è Polaroid, ma anche aziende italiane come Barberini, leader nelle lenti occhiali da sole, si sono concentrati su questa caratteristica sempre più popolare, combinandolo con altri trattamenti per prestazioni sempre più avanzate, soprattutto nel settore sportivo.

Alla fine degli anni novanta e nei primi anni del nuovo millennio era la “vita notturna” occhiali per suggerire ai produttori un nuovo effetto sugli obiettivi: lo specchio flash. UN leggero specchio spesso applicato a lenti neutre, per giustificare la presenza di occhiali da sole non solo in discoteca ma anche durante le luminose giornate invernali da un sole pallido. Un lampo di luce che attraversava lo sguardo.

Se la spiritualità potesse essere un colore, sicuramente sarebbe blu. Artisti come Yves Klein non sfuggirono al suo fascino, ma per conto proprio famosi dipinti monocromatici hanno persino brevettato un pigmento speciale (Ikb, International Klein Blue), o Pablo Picasso, che ha attraversato notoriamente un periodo blu. Il periodo blu degli occhiali furor invece gli anni novanta quando Bruno Palmegiani, che aveva creato nel 1983 la collezione Police per De Rigo, ne ha regalato uno connotazione speciale ai modelli: lenti a specchio blu. È stato ispirato da un ricordo dei suoi genitori che riportò al dopoguerra e al vetro dipinto di blu buio delle scuole e degli edifici pubblici. Era un grande successo, abbastanza per diventare per un decennio la tendenza seguita da tutte le aziende. E il blu è diventato un simbolo di libertà e una vita sulla strada. In breve, un aspetto diverso.

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