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Gli occhiali un oggetto…. artistico!

C'è sempre stata una buona ragione per interpretare un personaggio senza occhiali. Per abbellirlo, ringiovanirlo, sostenerlo. Tuttavia, c'è sempre stata una buona ragione anche per interpretare un personaggio con gli occhiali. Per amor di verità, per prestigio, per moda.

ntorno agli anni ’40, ad esempio, Cecco Bravo e i pittori del circolo fiorentino sembrano essersi divertiti a mettere gli occhiali a nessuno (sulla tela), erano così entusiasti degli studi di Galileo Galilei. Gli occhiali neri lo sono protagonisti del dipinto La nostalgia del poeta (1914), ritratto di Apollinaire e capolavoro dal periodo metafisico di Giorgio De Chirico. L’artista americano

Lo chiamano semplicemente “The Old Man” ed è uno dei più noti sconosciuti del mondo. Caravaggio, infatti, lo avvicinò al protagonista di uno dei suoi capolavori indiscussi, La vocazione di San Matteo, dipinta nella chiesa di San Luigi dei Francese a Roma. “Il vecchio” è una figura autorevole e la sua autorità deriva da lui si appoggia agli occhiali e attorno al quale l’artista seicentesco, con il solito padronanza, ruota tutta la sua persona intenta a valutare la situazione, chinata tavolo al quale siede il santo.

A Monna Lisa del Giocondo sono successe alcune tutti i colori Sii la foto più famosa del pianeta sottopone la Gioconda di Leonardo da Vinci a una serie infinite di abusi mediatici, esperimenti creativi e pubblicità. Marcel Duchamp le si mise i baffi e non sorprende che altri li abbiano collocato gli occhiali come l’artista tedesco Frank Schaefer che, nel 2003, ha proposto un Monnaliso Pop e occhiali su una parete a Doebeln, Germania. Per il lancio del tanto discusso film The Code di Vinci (The Da Vinci Code, 2006) di Ron Howard, Cannes era la scena con le foto del Gioconda. non poteva mancare una versione con bicchieri. Nel frattempo, la signora – o il signore, se vogliamo ascoltare le insinuazioni di alcuni continua a sorridere attraverso i secoli. Enigmatico, è sempre stato detto, ormai, sarà anche un po ‘stanca. padronanza, ruota tutta la sua persona intenta a valutare la situazione, chinata tavolo al quale siede il santo.

Nel 1951 Elsa Schiapparelli, che amava le sfide, è stato ispirato da Man Ray a crearne uno cornice straordinaria tanto impossibile da indossare. Metallo curvo, aveva due spirali in posizione delle lenti, forse un omaggio a quelle costose scottature solari l’artista. E nel 1974 Man Ray egli stesso ha reso prezioso Maschera ottica-tematica in argento e oro, esposti nel 2006 alla Galleria Luisa Delle Piane di Milano in mostra “Non tutto ciò che è oro luccica … “. Ma anche l’artista lo era protagonista di un episodio curioso: quando è andato a fotografando Matisse notato avendo dimenticato l’obiettivo, ma non perse d’animo e se ne andò costruito uno rimuovendo le lenti dei suoi occhiali, per i quali ha poi aderito sistemali nella stanza. L’effetto? Naturalmente surrealista.

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